Meditazione

Nothing better

I was recently struck by the words of a song written by a Christian artist. It’s the kind of song that you find yourself humming while you do dishes or other housework; the kind with a simple yet profound message: the words say, “nothing is better than your love”.

If we think about the significance of these words, especially regarding the youth context of today, we begin to understand how their message is completely opposite to the world’s normal way of thinking and living. Today, in fact, the media teaches us that we should always be entertained in some way, either by television (often a distortion of reality), or by our tablets or phones that offers us a million applications to keep us ‘entertained’. If we are honest, we all fall into this type of thinking, since we all like to be entertained. After all, no one wants to be bored, especially teenagers.

However, perhaps this constant search for entertainment isn’t simply a fight against being bored. In fact, if we think about it, boredom could be perceived as an emptiness, as a dissatisfaction we aren’t sure how to manage. So, to not feel the emptiness that we feel inside, we play our games, watch our favorite TV shows, watch all kinds of videos, anything to distract ourselves from our emptiness and dissatisfaction. Despite our best efforts, though, when our lives are finished, and our programs and videos are over, we find ourselves yet again having to deal with our boredom, our dissatisfaction, and our emptiness.

Many choose to believe that the things we use to keep ourselves entertained, even though they are temporary, and therefore cause us to be ever-searching for more entertainment, can truly fill our emptiness. Many believe that these things are enough. But there is only one thing in this world that can truly satisfy: “nothing is better than your love”. Indeed, only God’s real and constant love can satisfy our hearts at the deepest level. Nothing is better, nothing can satisfy, nothing can fill our lives like God’s love can. If we find ourselves bored, empty, or dissatisfied, we have where we can go: before the God who gave everything, His one and only Son, to show us His deep love.

If we dare to let go of our need to fill every emptiness we feel with simple entertainments, we could begin to understand that it is right there in the place of our boredom that we can hear God’s loving voice calling us to go ever-deeper with Him. It’s there, in the admitting our dissatisfaction that God helps us understand that there is “nothing better than His love”; nothing can truly satisfy like His love.

Nulla di meglio

Di recente mi hanno colpito le parole di una canzone di un artista cristiano Americano. Oltre a essere una canzone che ti rimane facilmente in testa e che ti trovi a canticchiare mentre fai le faccende di casa, trasmette un concetto semplice ma profondo: le parole dicono, “non c’è nulla di meglio del tuo amore”.

   Se ci mettiamo a pensare al significato di queste parole, soprattutto per il contesto degli adolescenti di oggi, iniziamo a capire come sono completamente contrarie al normale modo di pensare e di vivere. Nei nostri tempi, infatti, i media ci insegnano che dovremmo sempre avere a disposizione qualche forma di intrattenimento, o dalla televisione (tante volte una distorsione della realtà), o dai nostri dispositivi elettronici (tablet e telefoni) che ci offrono una marea di applicazioni per ‘intrattenerci’. Se siamo onesti, ci caschiamo tutti in questo modo di pensare e di fare, perché in effetti abbiamo voglia che qualcosa ci intrattenga. Nessuno vuole sentirsi “annoiato”, soprattutto gli adolescenti.

Forse, però, questa continua ricerca dell’intrattenimento non è semplicemente una battaglia contro la noia. Pensandoci, la noia potrebbe essere percepita come un vuoto, come una insoddisfazione generale che non sappiamo gestire. Quindi, per non sentire il vuoto che sentiamo dentro, facciamo i nostri giochini, guardiamo i nostri programmi preferiti, vediamo video di ogni tipo, tutto per evitare di affrontare il nostro vuoto e la nostra insoddisfazione. Nonostante i nostri sforzi, però, dopo che finiscono le vite, i programmi, e i video, ci troviamo nuovamente a dover gestire in qualche modo la nostra noia, la nostra insoddisfazione, il nostro vuoto.

Tanti scelgono di credere che le cose che usiamo per intrattenerci, anche se sono temporanee, nonostante finiscano subito, e ci portano ad essere sempre alla ricerca di qualche altro intrattenimento, possono veramente riempire il vuoto. Tanti scelgono di credere che queste cose possono bastare. Ma c’è solo una cosa in questo mondo che ci può veramente soddisfare: “nulla è meglio del tuo amore”. Infatti, è solo l’amore vero e constante di Dio che ci soddisfa nel più profondo. Nulla è meglio, nulla ci può soddisfare, nulla può riempirci come l’amore di Dio. E se ci vediamo annoiati, o vuoti, o insoddisfatti, abbiamo dove andare: davanti al nostro Dio che ha dato tutto per noi, il suo unigenito Figlio, per mostrarci il suo profondo amore.

Se osiamo lasciare il bisogno che sentiamo di riempire ogni vuoto che abbiamo con semplici intrattenimenti, potremmo iniziare a capire che è proprio lì nella noia che possiamo sentire la voce amorevole del nostro Dio che ci chiama a scendere sempre in più profondità con Lui. È li, nell’ammissione della nostra insoddisfazione che Dio ci fa capire che “non c’è nulla di meglio del Suo amore”; nulla può soddisfarci come il Suo amore.

Overflow

We are used to working with teenagers in crisis, helping those in need, being the rock in the storm of others and so forth ...

But what happens when the youthworker is in a crisis? What happens when we are those in need? When we feel in a tumbling washing machine and lose all of our stability? When the only balance we can find is the one on our chair?

Because let’s be honest, it also happens to us, although we think we are doctors who never get sick, well, I have some news: we do get sick, and we have all the right to get sick. Yes, you, youthworker, have all the right to be in crisis, you can afford it. No, it's not selfishness, yes, you have time to feel bad, or at least you have the right and the duty to find it.

Have you ever experienced the feeling that as you continue to fill the cups of others so that they overwhelm, your cup is actually drained? How do we fill it again? This is the question, because only a overflowing cup can fill other cups.

I have been thinking about this passage in the psalms lately, Psalm 23: 5 "You bore my head with oil, my cup overflows." Perhaps the least-studied part of the famous psalm 23, the part I cherish the most. He chose us (unction = choice, set aside), it is not our choice but His. And that choice allows our cup to overflow, He fills our cup, with friends, support, His Word ... there is no "If you do so then you will overflow." It's a fact: He chose you. Your cup overflows. A simple affirmation: It  overflows. No condition, no compromise, only factual data. He chooses to restore your soul for the sake of His name. He wants our well-being for the sake of His name. Our cups overflow.

Coppe traboccanti

Siamo abituati a lavorare con adolescenti in crisi, ad aiutare chi ha bisogno, a essere la roccia nella tempesta degli altri e via dicendo...

Ma cosa succede quando è lo youthworker a essere in crisi? Ovvero, cosa succede quando quelli che hanno bisogno siamo noi? Quando ci sentiamo in una lavatrice in funzione e perdiamo tutta la nostra stabilità? Quando l'unico equilibrio che riusciamo a trovare è quello sulla nostra sedia?

Perché siamo onesti, anche a noi capita, anche se pensiamo di essere medici che non si ammalano mai, beh, ho una notizia: ci ammaliamo eccome, e abbiamo tutto il diritto di ammalarci. Si, tu, youthworker, hai tutto il diritto di essere in crisi, te lo puoi permettere. No, non è egoismo, si, hai tempo di stare male, o almeno hai tutto il diritto e il dovere di trovarlo.

Non vi è mai capitato di avere la sensazione di continuare a riempire le coppe degli altri perché trabocchino, ma vi rendete conto che in realtà la vostra coppa è prosciugata? Come facciamo a riempirla nuovamente? Questa è la domanda, perché solo una coppa traboccante può riempire le altre.

Riflettevo su questo passo nei salmi ultimamente, Salmo 23: 5 "tu ungi il mio capo con olio; la mia coppa trabocca". Forse è la parte meno studiata del famosissimo salmo 23, la parte che mi sta a cuore. Lui ci ha scelti (unzione= scelta, messa da parte), non è la nostra scelta, ma la Sua. E quella scelta permette alla nostra coppa di traboccare, Lui riempie la nostra coppa, con amici, sostegno, la Sua Parola… non ci sono "SE tu fai così allora io farò traboccare..". È un dato di fatto: Lui ti ha scelto. La tua coppa trabocca. Una semplice affermazione che fa traboccare. Non condizioni, non compromessi, solo dati di fatto. Lui sceglie di ristorarci l'anima per amore del Suo nome. Lui vuole il nostro benessere per amore del Suo nome. Le nostre coppe traboccano.

di Elisabetta Meregaglia

Peace beyond understanding

In John 14: 27 Jesus says, “peace I leave with you; my peace I give you. I do not give to you as the world gives. Do not let your hearts be troubled and do not be afraid."

This verse reminds us that our hearts are always looking for something that would give us peace, that would make us happy and secure. One could say that for teenagers this search is even more intense as they navigate various changes in their lives, begin to solidify thoughts and beliefs, and discover who they are and who they could be.

In the midst of all these uncertainties, teenagers are looking for peace. Unfortunately, they look for peace in the things of the world—popularity, appearances, lies, entertainment—where they can only maybe find a taste of peace that vanishes immediately. When teens don’t find peace in these things, their uncertainties and fears grow, trapping them in vicious cycles of hopelessness, as they live in a world that has only the temporary to offer.

Jesus offers us His peace. It’s a perfect peace that faithfully journeys with us on ever path we walk in this life. Jesus’ peace promises to fill us completely, and satisfy completely the many needs our hearts have. Jesus gifts us a peace that attacks every fear that we could have, bringing us back to the green pastures where we enjoy the presence of our God. The peace of Jesus is the answer we are looking for, and the answer teenagers are looking for.

Let’s pray this peace for the young people with whom we are working with, that they might know for themselves the God of love, truth, and grace; that their lives might be available for the King’s use.

UNA PACE PERFETTA

"Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi." Giovanni 14:27-31

Questo versetto ci ricorda che i nostri cuori sono sempre alla ricerca di qualcosa che ci tranquillizzi, che ci renda felici, sicuri. Forse nel mondo degli adolescenti questa ricerca è ancora più intensa, dato che navigano fra cambiamenti vari, iniziano a concretizzare pensieri e credenze, e cominciano a scoprire chi sono veramente e chi potrebbero essere.

Tra tutte queste incertezze, gli adolescenti, come tutti del resto, cercano la pace. Purtroppo la cercano nelle cose del mondo--popolarità, apparenze, bugie, divertimenti e svaghi--dove possono trovare forse solo un assaggio di pace che svanisce subito. Con la mancanza di pace crescono le loro incertezze e le loro paure, e si formano circoli viziosi che li intrappolano e li fanno vivere senza speranza in un mondo che ha da offrire solo qualcosa di temporaneo.

Gesù, invece, ci ha donato la Sua pace. E' una pace perfetta, che ci accompagna fedelmente in ogni percorso di vita. La pace di Gesù promette di riempire completamente, di soddisfare completamente quei tanti bisogni che ha il nostro cuore. Gesù ci regala una pace che attacca ogni paura che potremmo avere, riportandoci ai prati verdeggianti dove godiamo della presenza del nostro Dio. La pace di Gesù è la risposta che cerchiamo, che cercano gli adolescenti.

Preghiamo che i ragazzi con cui lavoriamo trovino questa pace; che possano conoscere per loro stessi il Dio pieno di amore, verità e grazia; che le loro vite possano essere a disposizione del Re.

Come sassi nel fiume

Spesso medito sul mio ruolo come youth worker.
Sono un contadino che semina semi pregando che arrivi qualcuno che li annaffi e soprattutto che Dio li faccia crescere.
Sono un pastore che pasce le pecore sbucciandomi le ginocchia per andare a cercare quella che si è persa. Sono un guerriero che prega e lotta perché il male non abbia la meglio. Sono una mamma che cura e nutre, sono un papà che dà regole. Sono un professore che insegna e una cameriera che pulisce. Sono una sorella e fratello che stuzzicano, sono un amico che gioca. Sono una cuoca, un medico, una segretaria, la banca, il consulente. Ma sempre di più mi rendo conto che dovrei essere soprattutto promotrice della pace; come una roccia che, posta in mezzo al fiume che scorre, crea una zona protetta, dalla parte opposta del flusso, che permette ai pesci di deporre le uova. Un luogo calmo, di pace, senza onde nè corrente, in mezzo ad un fiume impetuoso.

Così voglio essere.
Una roccia ferma, un punto stabile, che solo con la Sua presenza, senza fare nulla, crea un luogo di pace e tranquillità, un rifugio in cui vanno tutti i pesci stanchi di combattere con la forza della corrente, oppure per deporre le uova e permettere a nuove vite, nuove possibilità, nuovi sogni di nascere ed essere custoditi al sicuro. Certo, l’acqua del fiume si abbatte con tutta la sua forza contro il sasso, ma lui rimane fermo, continuando a dare rifugio e pace a coloro che gli si accostano; lui viene certamente eroso dalla corrente, e cambia forma col passare degli anni, diventa più liscio e brillante, spesso rimpicciolisce, ma rimane fermo. Se siamo chiamati ad assomigliare a Gesù e a fare ciò che Lui ha fatto, allora dobbiamo essere rocce in mezzo ad un fiume in piena, disposti a resistere alla corrente per creare un luogo di pace intorno a noi.
Certamente non è un compito facile, ma stando fermi saremo cambiati e modellati per essere sempre più conformi all’immagine di Dio, proprio come i flutti trasformano il sasso.

Magari vivremo anche la gioia di vedere piccole uova schiudersi, prendere vita e nuotare controcorrente.