discepolato

Tu puoi fare la differenza

“pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi…” Efesini 6:18

Quando consideriamo l’armatura del cristiano spesso omettiamo come l’apostolo Paolo concluda il suo appello ad equipaggiarsi adeguatamente per il combattimento spirituale. Dopo aver parlato di verità, di giustizia, di zelo, di fede, della salvezza e della Parola di Dio, Paolo enfatizza il ruolo della preghiera in tutto ciò. Con poche parole, ci invita a pregare con regolarità, con intensità, con prontezza e con perseveranza. Paolo sapeva che la preghiera è alla base di ogni opera e di ogni ministero. Soprattutto Paolo sentiva la necessità impellente di avere il sostegno in preghiera dei fratelli. Si era trovato diverse volte in situazioni disperate e aveva visto l’intervento miracoloso di Dio.

La preghiera è davvero una grande risorsa per noi figli di Dio. La Scrittura ci dice che con la preghiera possiamo addirittura influenzare il destino di un Paese, intercedendo per le autorità politiche.

Tutti i grandi uomini di fede avevano una vita di preghiera attiva (Mosè, Davide, Daniele, ecce cc). Si dice che Lutero prima di comunicare la sua decisione di non ritrattare le sue tesi, alla Dieta di Worms, abbia passato in preghiera tutta la notte. Se leggiamo la storia del Cristianesimo o delle missioni, vediamo che attraverso la preghiera dei figli di Dio sono avvenuti dei miracoli straordinari.  

Chi lavora con gli adolescenti si trova ad aver a che fare sempre di più con ragazzi che hanno vissuto esperienze personali e famigliari molto complicate. Dedichiamo tempo alla nostra formazione, cerchiamo di creare dei legami d’amicizia con i ragazzi, programmiamo delle attività che consentano loro di affiatarsi e divertirsi, prepariamo degli studi che li stimolino dal punto di vista spirituale. Tuttavia, anche per questo ministero, la preghiera è fondamentale. Senza la preghiera alle spalle, tutto diventa sterile.

Preghi con regolarità per i ragazzi del tuo gruppo (e quindi ti informi dei loro bisogni)? Coinvolgi la chiesa in quest’attività così importante condividendo soggetti di preghiera specifici? Ti stai impegnando a pregare per i monitori del gruppo adolescenti a cui partecipa tuo figlio/a?

Confesso che nei miei 15 anni di servizio tra gli adolescenti, non sempre ho investito del tempo in questa disciplina. Ero più portato all’azione pratica. Tuttavia, anche in questo ministero dobbiamo imparare a dipendere dal Signore e a combattere in preghiera, consapevoli che fa la differenza, consapevoli che Dio può davvero cambiare le vite dei ragazzi che ci affida, consapevoli che possiamo in questo modo benedire e sostenere chi lavora con loro.

Radici e Frutti

Non bisogna essere esperti di agricoltura per sapere che le piante che resistono di più e portano più frutto sono quelle con le radici più profonde.
La Bibbia parla tanto di radici, piante e alberi.
Fra i tanti, c’è un testo in 2 Re 19 che racconta della minaccia incombente degli Assiri, giunti a Gerusalemme per soggiogarla. Certo ormai di avere Giuda in pugno, il Generale al comando dell’esercito assiro oltraggia il popolo e Dio stesso vantandosi della propria invincibilità e dell’incapacità di Giuda e di Dio stesso di salvarli. Ezechia, re di Giuda, implora allora l’intervento di Dio, il quale decide di frenare miracolosamente la conquista degli assiri e di rimandarla a diversi decenni dopo. In risposta alla supplica di Ezechia, promette anche a Giuda che un residuo di questo popolo sarebbe scampato e avrebbe messo radici in basso e portato frutti in alto. Giuda sarebbe stato ancora benedetto e avrebbe benedetto altri.

Quando pensiamo all’adempimento di questa promessa, a breve e lungo termine, ci vengono in mente diverse cose. Primo fra tutti, il re Giosia, che succedette a Ezechia e che aiutò Giuda a ristabilire le sue radici profonde nella Scrittura e nel ristabilire tradizioni importanti. Ma soprattutto pensiamo a Gesù, il Messia, che uscì dalla tribù di Giuda! Lui, il Leone di Giuda, è stato ed è un frutto e una benedizione per tutti i popoli per l’eternità.
Il frutto più alto di tutti! In tempi di minaccia e di catastrofi preannunciate, Dio lasciò una speranza promettendo che ci sarebbe stato sempre un residuo del suo popolo ben radicato e fruttuoso. La promessa di migliaia di anni fa è vera ancora oggi e in tutta la storia: Dio ha continuato a lavorare per avere un popolo di adoratori in tempi belli e meno belli (ammesso che nella storia dell’uomo ci siano mai stati tempi belli). La promessa resta valida oggi, anche per gli adolescenti.


Quanti adolescenti Dio ha redento nella storia, non solo dando loro radici profonde in Lui, ma anche usandoli per opere incredibili! A partire da Giosia, che iniziò a regnare a soli otto anni, passando per i discepoli (si pensa che l’apostolo Giovanni avesse intorno ai sedici anni quando iniziò a seguire Gesù), e arrivando a Helen Cadbury (di cui abbiamo parlato in un altro articolo), per non parlare dei tanti ragazzi che oggi vogliono amare Dio e fare una differenza in questo mondo.

Che speranza questa per noi che lavoriamo fra gli adolescenti! I tempi che viviamo sono duri e le minacce, molto diverse da quella degli assiri, spesso ci spaventano e spengono tutti i nostri entusiasmi. Vediamo ragazzi con radici deboli e poco ambiziosi di usare la propria vita per qualcosa di grande. Ma nelle parole di questo testo in 1 Re, troviamo una speranza e una sfida ad affiancarli per far scendere sempre di più le loro radici nell’identità in Cristo, nel valore che solo l’amore di Dio assicura, nell’appartenenza alla sua famiglia, e nella consapevolezza che con Lui la propria vita può avere uno scopo unico e un impatto che trascende la storia. Affianchiamo i nostri ragazzi e chiediamo a Dio di continuare a fare lo stesso lavoro in noi, affinché le nostre radici siano sempre più profonde e i nostri frutti sempre più alti!