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Genitori difficili

" Vi chiedo per favore di non chiamare o mandare più inviti a mio figlio perché non vorrei che gli venisse in mente di cambiare religione. Noi abbiamo la nostra religione e ci teniamo quella!”. Queste le parole della mamma di un ragazzo che frequenta con entusiasmo (per quanto entusiasta possa essere un adolescente) le attività di YFC da circa 6 anni. Parole dette per telefono alle dieci e mezza di sera a orecchie incredule (la donna in questione si è sempre reputata atea, per cui è anche difficile capire quale sia questa sua religione di cui sta parlando.) “Non potrò venire più al MySpace perché mia mamma ha deciso improvvisamente di trasferirsi in un’altra città” - queste le parole di un messaggio su Facebook di una ragazzina che ci frequenta da tre anni, dopo che la mamma, a causa della separazione dal compagno di turno, decide di ricominciare la sua vita in un’altra zona dell’Italia. E non è la prima volta che si spostano da una città all’altra.

Negli ultimi mesi mi sono trovata un paio di volte in situazioni in cui ho dovuto ricordare una di quelle cose ovvie che però spesso ignoriamo: nel bene e nel male, il condizionamento maggiore nella vita dei ragazzi che serviamo arriva dalle famiglie di appartenenza e dalle scelte dei genitori. “Scoperta dell’acqua calda,” dirà qualcuno! So benissimo di non avere scoperto l’acqua calda ma devo ammettere che spesso vorrei tanto che non fosse così. Come tutti coloro che lavorano fra i ragazzi, l’affetto che proviamo nei loro confronti ci spinge a voler fare di più per loro, soprattutto quando le scelte poco sagge dei genitori hanno ricadute negative sulle loro vite. Non è una smania di potere sulle vite altrui, ma un desiderio di riparare laddove altri stanno facendo danni. Eppure la realtà è che non possiamo. Lavoriamo con minori sottoposti all’autorità dei genitori, e lavoriamo in un mondo in cui la genitorialità sana è sempre più rara.

Sono questi i momenti in cui di fronte al dispiacere e alla tristezza per le situazioni che i nostri ragazzi affrontano, dobbiamo tornare a ripeterci che c’è un Padre che è più in alto e più potente di qualunque genitore terreno, un Padre che vede, che ha propositi buoni e che si prenderà cura di chiunque lo desideri. Lui insegue quelli che sono suoi e non li molla nemmeno un minuto. E questa verità, semplice e forse ovvia, è quella che ci lascia riposare e che ci ricorda che anche la nostra preghiera a distanza o qualunque input possiamo ancora avere nelle loro vite non sarà inutile.